Expression & Signe 1993

È intorno al 1985 che Gilardi riprendeva le sue attività propriamente plastiche, dopo un’escursione nell’arte terapia in differenti ospedali psichiatrici italiani. Introduce nuove tecnologie nel suo percorso per l’elaborazione di un progetto di mega-scultura tecnologica, intitolato Ixiana, che doveva assumere la forma di una bambola bionica gigante, all’interno della quale i visitatori avrebbero provato a esercitare la loro creatività su equipaggiamenti interattivi che mettono in gioco il corpo e i sensi. Questo progetto troppo costoso non fu realizzato, ma Gilardi proseguì il suo lavoro nella stessa direzione, precisamente con un’installazione intitolata Inverosimile, dove lo spettatore può circolare tra tre filari di vigne artificiali che reagiscono a suoi movimenti.
Come altri artisti di questa tendenza interessati alla tecno-ecologia, come Jurgen Claus e le sue Sun Sculptures o Otto Piene e il suo Sky Art, Piero Gilardi valorizza le qualità insostituibili del nostro ambiente utilizzando le forze della natura come modello e le nuove tecnologie per farne risaltare la forza d’espressione artistica. Che si tratti di una simulazione o di una ricreazione di elementi naturali o di una combinazione di fattori naturali e artificiali, noi ci troviamo sempredi frontea un tentativo di riconciliazione fra due termini apparentemente contraddittori: progresso scientifico o tecnologico da una parte e sopravvivenza biologica e spirituale dell’uomo dall’altra.
(Estratto dall’articolo Expression & Signe su Psychologie Medicale. Parigi 1993)